È notte.
Sono rinchiusa nella mia stanza.
La serranda è tutta abbassata, ma lascia entrare
l’aria fresca di fuori.
Sono seduta alla scrivania e leggo qualcosa su
internet.
Ascolto i rumori provenienti dall’esterno.
Ripetuti tuoni, e poi finalmente pioggia.
Mi piace. Mi sento meglio.
Anche se fa troppo caldo.
Il cane del mio vicino abbaia in continuazione.
Sento il rumore delle ruote delle macchine che
passano sull’asfalto bagnato.
C’è anche qualche rumore che non riesco a decifrare.
Spengo il computer e mi sdraio sul letto.
Non voglio dormire perché non voglio abbandonare la
sensazione che provo.
Mi piace pensare che fuori ci siano tuoni e pioggia,
e intanto aver caldo e guardare il ventilatore di fronte a me.
Quel rumore indefinito sembra qualcosa che cigola.
Mi piace pensare alle strade bagnate, e intanto
poggiare i miei piedi nudi sulle lenzuola fresche.
Il cane non vuole smettere.
La pioggia sembra essersi interrotta.
I tuoni si sono calmati.
Ma qualcosa continua a cigolare, e lo fa sempre di più.
Forse qualche oggetto collocato in qualche balcone.
Il vento fa muovere un po’ anche la mia serranda.
Non voglio chiudere la finestra e addormentarmi
mettendo fine a tutto questo.
E se lasciassi tutto com’è?
Se stanotte provassi a dormire con la finestra
aperta, con tutti questi rumori a far da sottofondo al mio sonno?
Forse non riuscirei a dormire più del solito.
O forse riuscirei finalmente a dormire bene.
Un tuono forte e improvviso.
Il cane continua senza tregua.
Pioggia.
Mi alzo e accosto la finestra.
Poi torno a letto e scivolo sotto le lenzuola.
Infine chiudo gli occhi, stringendo forte il cuscino.
Amore mio quanto mi manchi.
